martedì 15 luglio 2008

já passaram 2 anos

2 anni fa, il 15 luglio 2006, arrivavo a lisbona dopo un viaggio durato 2 giorni, con una multipla piena all'inverosimile, accompagnato da carine e mio padre (che alcuni giorni dopo mi avrebbero abbandonato, lasciandomi triste e solo in terra straniera), per cominciare questa avventura professionale che mi ha portato ad abbandonare tutte le certezze e gli affetti che avevo nella mia "amata" (oramai odiata) bologna per un ignoto destino in un posto dove ricominciare tutto (o quasi) dall'inizio.
A distanza di 2 anni posso provare a tirare alcune somme:

-il lavoro va discretamente bene, mi pare di essere cresciuto come capacità, la qualità dei lavori che faccio è decisamente migliorata, l'ambiente è molto più rilassato rispetto a bologna e questo dipende anche dalla natura del laboratorio; qui il fine del lavoro è preservare quindi le cose si fanno con calma e con risultati qualitativi molto + elevati di quello che era (è) a bologna dove lavorare era un delirio, qualità zero, responsabili schizofrenici. ma non sono solo rose e fiori: la cin.port. ha enormi limiti, prossimamente un post dedicato.

-la situazione abitativa è sempre stata abbastanza triste. rimpiango i 100 e passa mq che avevo a bo. le case dove abbiamo abitato sinora (x varie ragioni) hanno a malapena raggiunto i 40mq o erano dei veri tuguri. quella dove siamo attualmente è microscopica, al 4°piano senza ascensore, ma ha almeno una bella vista ed un terrazzo, e dopo tre traslochi sono stufo di muovermi

-le relazioni coi locali sono quasi inesistenti. i portoghesi sono ok, ma non sono gente apertissima. questo combinato con la mia scarsa propensione alle relazioni umane, fa sì che non conosca nessuno oltre ai colleghi di lavoro. oltre al lavoro si esce raramente di casa ed al massimo x andare al cinema. carine ama (o necessita) andare a letto presto, mentre io non riesco a spegnere il mio cervello prima delle 4. a bo in queste situazioni mi era + facile uscire e trovare qualcuno con cui avere a che fare, ma qui non saprei proprio dove andare a sbattere.

-la lingua è un dramma. parlo il portoghese peggio di 6 mesi dopo che ero arrivato. la paura di fare errori non mi lascia, x cui sto zitto (ponendomi sempre di + in uno stato di chiusura nei confronti del mondo). purtroppo la lingua non m'appassiona, non riesco a studiarla di + di quel poco che ho fatto, la trovo sgraziata. penso che mi dovrò accontentare del livello raggiunto.

-la salute tutto sommato và +o- bene, considerando che non vedo un medico da + di 2 anni. non ho ancora fatto uso del sistema sanitario locale xkè è un baraccone burocratizzato che mette spavento. faccio ancora uso della scorta di medicine x l'asma che mi ero fatto prima di partire, ma oramai sono agli sgoccioli e prima o poi dovrò decidermi a trovare una soluzione

-la vita qui presenta anche degli aspetti piacevoli. è sicuramente un paese + rilassato dell'italia dove il fighettismo imperante tende ad emarginare chi non corrisponde ai canoni imposti dalla società. qui è + facile essere quello che si è, nessuno ti denigra se non hai gli abiti firmati o minchiate di questo tipo. si possono fare tante cose con meno soldi tra cui la + importante è mangiare fuori (anche se ahimè il livello della gastronomia portoghese è moooolto basico).

concludo dicendo che a 2 anni di distanza mi struggo di nostalgia x quello che era la mia vita precedente, ma che devo stringere i denti e tirare avanti in questa situazione che è quel che è, ma e la mia vita.

1 commento:

Mario ha detto...

tutto sommato non mi sembra un bilancio orrendo, trovo che nonostante tutto sia equilibrato e sopratutto cosciente. e poi non ti preoccupare perchè il portogallo sta diventando di moda.